Petrolio, zoccoli e tricolore.

Oggi parleremo di:

  • petrolio;
  • Eurogruppo;
  • Italia.

Cercherò di rendere tutto SEMPLICE, questa voltaè stato particolarmente difficile.

Bene ma non benissimo

Questa settimana dobbiamo guardare i fatti dall’alto, con occhio distaccato, so che l’Italia è nell’occhio del ciclone, perciò è difficilissimo.

Ma è l’unico modo che abbiamo per cercare di valutare i fatti.

PETROLIO

L’accordo sembra essere stato raggiunto, si parla di un taglio di 10-15 mln di barili al giorno da parte dell’OPEC+, si è arrivati all’accordo, ma con delle difficoltà.

L’ Arabia Saudita e la Russia forse hanno fatto il gioco delle parti, ma alla fine hanno accettato i tagli, così come Usa e Canada.

Poi è spuntato il Messico, che ha tenuto la palla in mano ad accordo ormai raggiunto, probabilmente ha voluto mettere sul tavolo qualche interesse da scambiare.

Comunque il prezzo ha recuperato.

Questo è importante perché offre stabilità finanziaria a molti paesi, alle aziende di estrazione, quindi alla loro capacità di ripagare i debiti. 

L’EUROPA

L’ Eurogruppo ha raggiunto un accordo, anzi, la gran parte di un accordo.

Luci e ombre, tant’è che fioccano articoli i cui titoli recitano frasi come Chi ha vinto e chi ha perso, probabilmente oggi il sentimento dei cittadini ci dice che ad aver perso è l’Europa.

Sud e nord per motivi opposti si sentono perdenti, tutti.

A complicare tutto è la poca chiarezza dei ruoli: siamo sicuri di conoscere le differenze tra Commissione UE, Europarlamento, Consiglio europeo ed Eurogruppo?

Da chi sono composti? Le differenti competenze?

Oggettivamente è complesso, anche trovare il testo dell’accordo mi ha richiesto più di 10 minuti di ricerca su google, e nella parte in lingua italiana del sito lo si trova comunque scritto in inglese.

Si basa su quattro elementi:

  • Mes per spese sanitarie,
  • Mes,
  • Aiuti alle aziende tramite la BEI,
  • SURE.

L’utilizzo del Mes per le spese sanitarie è molto libero, privo di particolari vincoli; se lo si valutasse nella sostanza togliendone l’etichetta Mes il giudizio sarebbe positivo.

Gli stati possono domandare altri aiuti economici, ma questo solo attraverso la versione più classica del Mes, quella che prevede il monitoraggio per garantire la sostenibilità del debito.

Per aiutare le aziende, in particolare quelle medie e piccole,  entra in gioco la BEI con un fondo di garanzia che potrebbe arrivare a sostenere 200 mld di euro.

Infine viene istituita una sorta di cassa integrazione europea che si chiama SURE, che è il vero elemento mutualistico introdotto nell’accordo.

Ricordo che sia che si parli di MES, sia che si parli di EUROBOND si tratta comunque sempre di debiti, che dovranno comunque essere ripagati.  Di questo nel dibattito nazionale non si parla, e temo sia poco chiaro alle persone, di qualunque schieramento siano.

Il tema EUROBOND è stato l’elemento di spaccatura, impossibile definirlo accantonato o superato.

A recitare la parte del cattivo è stata l’Olanda, che comunque ha le sue vulnerabilità: gran parte delle sue entrate derivano dal regime fiscale, che a volte sfocia nel c.d. dumping fiscale, di questo però ne parlerò un’altra volta.

Sicuramente tulipani e zoccoli difficilmente potranno garantirgli l’attuale benessere.

ITALIA

Il principale dei problemi è che i soldi destinati agli aiuti non arrivano, le procedure sono complesse e delle volte non funzionano. Il blocco del sito dell’INPS ne è l’emblema.

il governo ha anche previsto la possibilità di fare da garante per circa 400 mld di euro.

Su questi 400 mld si è giocato un po’ su un equivoco: sono garanzie per aziende, che devono comunque già avere precisi requisiti di bilancio, quindi non sono soldi distribuiti. 

Della gravità della situazione dell’Italia ne è consapevole Trump: ha attivato tutti i suoi ministri per aiutarci, mettendoci secondi come priorità solo agli USA.

Lo farà attivando tutti i settori, non solo quello sanitario come aveva ipotizzato in un primo momento.

Intanto il governo sta studiando la ripartenza, il modo e la sequenza, perchè far ripartire il prima possibile il massimo numero di produzioni ci si è resi conto che è la priorità.

Quindi?

Come da copione: mentre l’Europa si divide, Cina e Usa stanno reagendo in modi diversi ma stanno risolvendo la situazione, chi sul piano sanitario, chi sul piano economico.

Questo ci deve rendere lucidamente fiduciosi.

Da loro la luce in fondo al tunnel si vede, mi piacerebbe fosse così anche in Europa e in Italia.

Per il nostro paese l’Italia turrita piangente scolpita da Canova è particolarmente attuale, speriamo che presto cambi anche per noi e che i nostri politici ritrovino lo spirito risorgimentale.

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