Stanno arrivando

  • Recovery fund
  • Petrolio
  • Fase 2

Questa settimana è emerso quanto è importante oltre al quanto, il quando.

Sì, il tempo è l’elemento che accomuna gli elementi più importanti di questa settimana.

… e siamo al RECOVERY FUND

Dopo aver parlato di eurobond, coronabond, MES, MES light, il 23 aprile la Commissione europea ha avuto mandato di mettere a punto il recovery fund, cioè il fondo per la ripresa.

L’elemento distintivo è che si tratta di uno strumento europeo, porterà al raddoppio del bilancio dell’UE, dal circa 1,2% del pil europeo al 2%.

Per farlo ci sono due strade: la prima è aumentare il versamento degli stati al bilancio UE, strada oggi impercorribile, la seconda è l’emissione di debito a livello europeo.

Sono risorse da destinare alla ripresa.

Parliamo di cifre dell’ordine di migliaia di miliardi di euro, stando alle parole della Lagarde.

€ 1.500.000.000.000,00

La partita ora si gioca se questi soldi saranno prestiti o se saranno sussidi, una differenza cruciale.

Per tutti noi cambia tanto: i prestiti vanno ripagati, i sussidi sono a fondo perduto.

Infatti, un tema, anzi, IL tema, sono i debiti che rimarranno dopo la pandemia.

I paesi del blocco del nord desiderano che siano prestiti, quelli del blocco del sud con l’Italia in testa vogliono che siano sussidi.

Probabilmente saranno in buona parte sussidi, soprattutto grazie all’apertura che ha fatto la Germania con le dichiarazioni di Angela Merkel dicendo che il suo paese è pronto a contribuire maggiormente.

L’aspetto negativo è che forse ci vorrà tutto maggio per mettere a punto lo strumento, intanto alcune industrie strategiche hanno già bisogno di risorse, come le compagnie aeree.

Air France ha chiesto 7 miliardi di aiuti, Lufthansa, più sana, ha dichiarato di avere cassa per alcune settimane, poi dovrà chiedere aiuto anche lei.

Il PETROLIO dove lo metto?

Anche sul PETROLIO è stata una questione di tempo e di spazio.

Una varietà di petrolio, il WTI, quello prodotto negli USA, ha visto scendere il prezzo a livelli negativi.

E’ potuto accadere perché arrivati al momento della consegna ci si è accorti che non c’era più spazio in cui metterlo, perciò alcuni compratori l’hanno rivenduto pagando chi era disposto a prenderlo. (Il meccanismo lo spiegherò in modo SEMPLICE in un prossimo video)

Anche in questo caso l’elemento tempo è stato determinante: ad andare in negativo è stato il petrolio WTI che doveva essere consegnato a quella scadenza.

Questo è il motivo per cui si vedrà un calo limitato dei prezzi dei carburanti.

FASE 2

Si inizia a guardare avanti, in Italia e in tutto il mondo.

Si cerca di capire come e quando ripartire. Quali attività per prime? Quando?

Si stanno iniziando a mettere in pratica gli aiuti previsti dagli stati, anche in Italia.

La cassa integrazione per i lavoratori dipendenti, i sussidi per le partite iva, i prestiti alle aziende.

Dedichiamo alcune righe a quest’ultimo punto: l’aiuto consiste nel fare avere prestiti che servono e altrimenti sarebbero difficili da ottenere, non nella convenienza delle operazioni, che vedono comunque applicati tassi molto bassi.

Sul fronte sanitario sarà un grande aiuto nella gestione dei contagi l’arrivo imminente di test rapidi, pratici e a costi accettabili.

Per i vaccini ci vorrà più tempo, ma tante aziende sono attive e a buon punto su questo fronte.

Si stanno muovendo anche istituti privati ricchissimi, come la Fondazione Bill & Melinda Gates, un gesto importante da chi già dal 2015 parlava dell’impatto di una pandemia sull’uomo.

Perciò è una questione di tempo, il traguardo ancora non si vede ma sappiamo che è alla nostra portata.

I commenti sono chiusi.

Blog su WordPress.com.

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: