SIAMO TORNATI A VOLARE

Abbiamo appena trascorso una settimana ricchissima di avvenimenti, a mio avviso i più rilevanti sono stati:

  • SpaceX e la NASA;
  • Cina, Hong Kong e USA;
  • L’accordo franco-tedesco sul Recovery Fund.

Space X, la NASA e Elon Musk

30/05/2020 Space X ha portato due astronauti in orbita.

Lo si può definire un evento storico perché è carico di tante storie, tanti significati e un sogno.

In questo momento parlare di sogni che si stanno avverando assume un valore ancora maggiore, in fondo, a tutti noi da bimbi è scappato detto almeno una volta da grande voglio fare l’astronauta.

Mi piace pensare che se lo sia detto anche Elon Musk, che nel crescere abbia accettato di non potere fare l’astronauta, ma che non abbia mollato il suo sogno.

Sì perché per arrivare a ieri si è iniziato nel 2011, con una competizione tra aziende private (SpaceX e Boeing) in collaborazione con la NASA.

Una convivenza forzata tra sogno e visione avveniristica di un business ancora da venire, il tutto in un contesto che ha orizzonti temporali trimestrali.

Già questo sarebbe incredibile.

L’impatto che avranno le nuove tecnologie sviluppate sarà significativo, l’elemento che più mi ha colpito è stata la maniacale attenzione della NASA per la sicurezza. Prima tra tutti la fase di carico del carburante.

Aver riportato in orbita due astronauti facendoli partire dalla Florida, dopo anni di appalto all’agenzia russa Roscosmos, in questo momento assume anche un valore simbolico: un’industria che rientra.

CINA, HONG KONG e USA

La situazione ha la dimensione di una lotta di valori in campo, la potenza, il dominio, l’impero della Cina contro la libertà.

Occidente e oriente diventano la nuova frontiera di visioni diverse del mondo, lo fu per il capitalismo contro il comunismo, forse manca ancora un’espressione che indichi efficacemente questa lotta, ma si parla già di nuova guerra fredda.

Solo che i rapporti di forza in campo sono diversi, la Cina pensa alla sua economia che sta andando al 90% del pre covid, gli USA stanno toccando gli effetti umani della pandemia.

L’Ecnomist era indeciso sulla copertina della settimana: porre l’accento sulla Cina, o sulle 100.000 vittime statunitensi da Covid-19?

Alla fine ha optato per dare risalto alle 100.000 vittime, dando però un tono meno drammatico.

Penso che questa scelta rappresenti molto bene la situazione attuale: primo riconoscere e risolvere i propri problemi, evitando però approcci teatrali e drammatici.

Un po’ perché è così, un po’ perché sarebbe dannoso comportarsi diversamente.

RECOVERY FUND

Ho deciso di trattarlo per ultimo come atto di riguardo, rappresenta l’elemento di maggior impatto per il nostro futuro, ha un portata epocale.

Il 27/05/2020 la Commissione Europea ha svelato le sue carte, ma i protagonisti sono Francia e Germania.

Sì, perché di fatto l’accordo l’hanno trovato loro.

I mal di pancia dei paesi del nord e di quelli dell’est ne sono la prova, e sono degli ostacoli ancora da superare, ma se Francia e Germania sono d’accordo diventa un gioco delle parti.

La cifra messa in campo è impressionante: 750 miliardi, garantiti dal bilancio dell’Unione Europea, motivo per cui nel tempo cresceranno gli apporti degli stati all’UE dall’1% al 2% del pil.

Per finanziare il bilancio UE entra in gioco non solo la plastic tax, ma anche la tassazione dei giganti del web, ragion per cui potremmo attenderci qualche ritorsione dagli USA,

Lo scandalo sull’inquinamento dei motori diesel ebbe un tempismo sospetto.

L’Italia beneficerà della parte più consistente: 172,7 miliardi, di cui 91 come prestiti, ma ben 82 come aiuti, cioè a fondo perduto.

Sono una cifra colossale, ora che l’avremo dovremo dimostrare di saperli spendere bene e di meritarceli.

Questi soldi sono destinati a riavviare l’economie dei paesi dell’UE, si farà leva su tre pilastri, il primo, da 560 mld ha delle condizionalità, cioè l’UE dirà la sua.

Nel nostro caso probabilmente riguarderà le linee guida che già ci erano state date, riguarda le riforme su sistema fiscale, mercato del lavoro, abbattimento della burocrazia.

Molto interessante anche il secondo che è destinato a mobilizzare gli investimenti privati, e che pone particolare attenzione al ruolo strategico delle nuove tecnologie.

Foto di Gerd Altmann da Pixabay 

Il terzo sarà destinato alla prevenzione di nuove epidemie, e nell’acquisto di medicine e strumenti medicali.

Il tutto avverrà attraverso un’emissione comune di obbligazioni, non saranno i singoli stati a fare l’emissione ma la Commissione Europea.

Saranno titoli con scadenze comprese tra il 2028 e il 2058, tripla A, cioè il massimo della sicurezza.

Questo genererà il vantaggio per gli stati di pagare interessi bassissimi.

A comprarli sarà prevalentemente la BCE, quindi si può dire che si è deciso di stampare moneta, almeno in buona parte.

“Anche se il timore avrà sempre più argomenti, scegli la speranza.”

Lucio Anneo Seneca

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