Sono diventati tutti ETICI!????? Il mondo ESG

È una questione etica o per alcuni è un’opportunità di business? Come ha reagito il mondo degli investimenti?

Greta Thunberg ha risvegliato il cuore di molti e ci ha coinvolto emotivamente, commuovendoci con le sue imprese.

Abbracciare valori etici e di attenzione ambientale è una ricetta appetitosa per chi si occupa di marketing: e se diventasse anche una strada per umanizzare la finanza?

Ciò che è oggettivo è che da ottobre 2018 è un crescendo continuo di articoli, mail e post il cui protagonista è il mondo ESG.

ESG è l’acronimo di Environmental, Social and Governance:

  • Ambientale (attenzione all’ambiente),
  • Sociale (rispetto dei diritti dei lavoratori),
  • Governance (trasparenza nella gestione, nella redazione dei bilanci, ecc…).

A questa categoria di investimenti si possono aggiungere gli SRI (investimenti socialmente responsabili) e gli  IMPACT (fondi green e su temi sostenuti dalle nazioni unite).

Come facciamo a riconoscere un investimento ESG?

Sono stati ideati sistemi di attribuzione di punteggi da aziende di riferimento come Morningstar e Yahoo, oppure veri e propri rating come quello che assegna Moody’s. L’S&P 500 è diventato S&P 329 quando si sono applicati questi filtri alle aziende che lo compongono.

Lo possono essere sia le obbligazioni che le azioni.

Perché si dovrebbero considerare i parametri ESG nella scelta di un investimento?

Resilienza alle crisi progettualità a lungo termine sono i due cavalli di battaglia dei sostenitori di questo tipo di investimenti.

Resilienza alle crisi: una struttura più responsabile e rispettosa di questi parametri è anche più solida, perciò il suo business, la sua redditività e il suo bilancio dovrebbero essere più resistenti.

La progettualità a lungo termine è un anticorpo ai comportamenti scorretti e predatori che hanno caratterizzato molte aziende, questi comportamenti appartengono infatti a una logica di sfruttamento di breve periodo.

Quindi ci siamo accorti di quanto valgano gli aspetti etici?

Forse, ma forse anche in un senso diverso. Mark Carney, attuale presidente del financial stability board, fa notare che i millennials sono molto sensibili a questi temi e che solo negli USA sono i futuri eredi di 24 trilioni di dollari.

Già oggi il patrimonio investito in fondi, sicav, etf con criteri ESG ammonta a 70 miliardi di dollari, 13 di questi sono investiti nel territorio dell’Unione Europea, e il tasso di crescita delle masse investite in questi strumenti è superiore al 15% annuo.

Questo bene è “bene”?

Per fare una valutazione si può partire dall’effetto: se  è positivo,  lo è indipendentemente dallo spirito con cui si sono creati questi strumenti.

C’è però un rischio: alla prossima moda potrebbero sparire questi investimenti se i valori di chi li crea e li propone fossero disallineati, e se la domanda dovesse vacillare, l’offerta potrebbe rapidamente sparire anziché essere rilanciata.

Sono orgoglioso di avere numerosi clienti che questi valori li hanno tradotti nella gestione dei loro risparmi già molti anni fa: peccato solo che erano e sono rimasti a lungo dei casi rari.

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