Conviene prendere i soldi in prestito?

Luca vuole fare la cosa più conveniente, i debiti però lo mettono a disagio.

Cerca la risposta vera o quella che vorrebbe sentirsi dire?

Si sta facendo la domanda giusta?


Luca è in buona compagnia, vedo tante persone nella stessa situazione.

Chi mi rivolge questa domanda sta vivendo un piccolo conflitto interiore, di solito mi dice che si sente a disagio con un debito.

Raramente è stato così facile ottenere un mutuo o un prestito, i tassi di interesse che si riescono ad ottenere sono i più bassi di sempre.

Anche su lunghe scadenze ci si riesce a garantire tassi particolarmente bassi.

Chi mi interpella il più delle volte conosce già la risposta, perciò il problema è veramente quello di scegliere se indebitarsi?

Non scherziamo.

Il nocciolo della questione è un altro, solo che spesso si fa fatica ad individuarlo, altre volte non lo si vuole vedere.

Il tema vero è la convenienza dell’operazione per cui ci si sta indebitando.

Vi racconterò alcune situazioni che sto vedendo sempre più spesso da qualche mese a questa parte,


L’alternativa

Sono quelle situazioni in cui si cerca un’entrata alternativa a quella della propria attività, non per incrementare il reddito, o per aggiungere un’altra fonte di entrata.

Piuttosto è la ricerca di una sorta di piano B dovuto all’incertezza o una mancanza di prospettiva sulla propria azienda, sulla professione che si sta esercitando.

La sfiducia e l’incertezza che ne sono alla base rendono questa situazione particolarmente inquietante, e soprattutto la rendono quella in cui le persone sono meno lucide.


Salire sul tram

Dietro questa tipologia c’è lo stesso meccanismo delle bolle finanziarie: “tutti ci stanno guadagnando, non posso non approfittarne anch’io”

Qui l’incertezza ha un’origine chiara: l’esistenza reale dell’affare.

Può essere data da una ricerca frettolosa, dalla poca dimestichezza con quel tipo di operazione, o il timore che i veri affari siano già passati.


La noia

Uno degli effetti che ho riscontrato di questa pandemia è la noia, e la conseguente ricerca di nuovi stimoli.

Questo passa anche attraverso l’ideazione di nuovi progetti a cui dedicare il proprio tempo, e le proprie energie.

Questo periodo che ci ha visti bloccati ha portato le persone a vedere dei vuoti, facendo sentire l’esigenza di colmarli, spesso con idee dalle implicazioni economiche rilevanti.

In questo caso il debito a volte viene vissuto come un prezzo troppo alto, specialmente per una medicina di dubbia efficacia.


Redditi aggiuntivi

Alcune persone sono state colpite nelle loro attività, con un calo importante delle entrate.

Lo stato ha aiutato tardivamente e solo parzialmente alcune persone, le ha messe in difficoltà e ha accresciuto un senso di precarietà.

A guidare queste persone è un senso di urgenza, che spesso le porta a farsi coinvolgere in idee di amici improvvisi e improvvisati.


Cos’hanno in comune? Perché ve ne parlo?

L’elemento comune a tutte queste situazioni è l’assenza di equilibrio, la sua ricerca in questi casi passa attraverso l’uso di risorse economiche, a volte anche ingenti.

Lo vedo fare in situazioni in cui si è troppo coinvolti emotivamente per fare delle valutazioni lucide.

Perciò il dubbio sulla convenienza sull’indebitamento potrebbe essere un campanello, una vocina che ti sta dicendo che qualcosa non va.

Quando alle spalle c’è un progetto dettato da un obiettivo ben pianificato ci sono pochi dubbi sulla convenienza di indebitarsi a queste condizioni, al massimo possono esserci valutazioni su quale sia la formula migliore per farlo.

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