CONTRADDIZIONI e COMPLICAZIONI

Al suo polso era bellissimo, di pregio, elegante, con tutti i meccanismi in trasparenza.

Un mix tra arte e ingegneria, tutto perfetto, nella meccanica e nell’estetica.

A lui sarebbe bastato leggere l’ora, e quella complicazione così perfetta glielo impediva.

Certi orologi racchiudono le dinamiche che viviamo ogni giorno: vogliamo risposte semplici, in un momento caratterizzato da meccanismi complessi.

In più abbiamo aspettative elevate, a volte sono contradditorie, almeno nella realtà quotidiana.

Si verifica anche nell’economia, nei mercati e nelle politiche economiche, rendendo difficile la spiegazione di ciò che accade.

Oggi voglio raccontare tre situazioni emblematiche.


Brexit e questioni di principio

Mentre vi scrivo stanno scorrendo le ultime ore per evitare il no-deal, gli esperti dicono che si sia arrivati al 97%-98% dell’accordo, a bloccare gli ultimi passi sono questioni di principio.

Autonomia, difesa dell’economia e sicurezza.

Per l’avvicinarsi della scadenza, e delle complicazioni negli scambi commerciali, le aziende nel Regno Unito stanno cercando di fare scorte, così tante da aver generato 17 km di coda a Calais, una situazione analoga potrebbe verificarsi a Dover dal primo gennaio.

La catena Tesco ha previsto un aumento dei prezzi di circa il 5%, perché ha verificato quanto la Gran Bretagna dipenda dalle importazioni di generi alimentari, in particolar modo frutta e verdura.

Tra poche ore potrebbe interrompersi, come se scattasse un interruttore, la collaborazione nell’antiterrorismo tra Gran Bretagna e il resto dell’ Ue.

Nel momento in cui si sta andando verso il no deal per affermare autonomia, difendere l’economia e aumentare la sicurezza, sta emergendo l’impossibilità di camminare da soli persino nei beni alimentari, un’economia che dipende dal resto d’Europa, e una maggior esposizione al terrorismo.


Il ricco che studia le disuguaglianze

Bill Gates anche quest’anno ha condiviso sul suo blog le cinque letture che l’hanno colpito di più, indica “5 libri per un anno schifoso”

Due di questi trattano le disuguaglianze, uno punta il dito sul sistema giudiziario americano verso le comunità di colore, l’altro tratta il sistema sanitario.

Attraverso la loro fondazione, lui e Melinda hanno donato 1,7 miliardi di dollari per la lotta alla pandemia.

Un altro dei libri che consiglia tratta un aspetto comune a personaggi che sono riusciti ad eccellere, da Federer fino agli specialisti della guerra fredda: da ragazzi hanno sviluppato un approccio generalista, specializzarsi troppo presto sarebbe controproducente.

Insomma, in un mondo che richiede alti livelli di specializzazione, ad emergere sono gli individui che sono partiti da un approccio generalista.


Ambiente e lavoro

L’Europa sta investendo più di ogni continente per abbattere l’inquinamento, l’effetto collaterale è un incremento dei costi di produzione e una perdita di competitività.

Chi ne subisce maggiormente gli effetti sono i giovani, il cui tasso di disoccupazione è alle stelle.

In Europa chi destina più risorse è la Germania con 24 miliardi di euro all’anno, la locomotiva, ma subito dietro di lei è l’Italia con 12 miliardi di euro.

Gli sforzi del nostro continente sono ampiamente vanificati dall’incremento del livello di inquinamento della Cina, fin qui nulla di nuovo.

In più solo il 19% dell’energia che produciamo deriva da fonti rinnovabili, eolico, solare e biomasse, quest’ultime però sono responsabili dell’incremento di sostanze inquinanti come il particolato.

Sole e vento, le fonti più pulite rappresentano solo il 4%, e solo dopo che il costo degli impianti si è abbattuto grazie all’abbassamento dei prezzi, merito della produzione che si è spostata per il 75% in Cina.

La Cina ha recuperato gran parte della sua competitività abbattendo il costo di produzione dell’energia, lo ha fatto reintroducendo massicciamente il carbone tra le sue fonti.

Quindi: rinunciamo a crescita e occupazione per investire sull’ambiente, e lo facciamo importando impianti che vengono prodotti con energie altamente inquinanti.

Inoltre, il secondo paese in Europa che investe di più sull’ambiente, così da perdere competitività, è economicamente in affanno.

E chi ne subisce maggiormente le conseguenze sono i giovani, i più attenti all’ambiente.


La nostra sfida? Agire in modo semplice in una realtà complessa, fare scelte coerenti in un contesto contraddittorio.

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