Generazioni diverse, rapporto col patrimonio diverso

Ho letto con molto interesse l’articolo di Micol Scarfatti “Dove investono i millennial?“, lei che è una millennial, ci racconta il loro rapporto col denaro, con gli immobili e con gli investimenti. Lo fa evidenziando le differenze rispetto a chi li ha preceduti, raccontando anche le loro debolezze

In questo periodo ho avuto alcuni appuntamenti con dei clienti in cui anch’io ho percepito il rischio che i genitori pianificassero per i figli con dei criteri superati, senza considerare quanto siano cambiati i percorsi di vita.

Per esempio, oggi si va a studiare all’estero, nel percorso di carriera spesso si cambia anche tra stati esteri, tutto questo rende necessario un patrimonio più libero da vincoli geografici e che abbia una flessibilità di gestione capace di adattarsi a situazioni diverse da quelle a cui siamo abituati.

Pensare di acquistare una casa per un figlio nato negli anni ’70 quando era ancora giovane, se non addirittura piccolo, era una scelta frequente e coerente con le abitudini di vita di quella generazione. Ma per chi è nato dagli anni ’80 in poi molto è cambiato, la globalizzazione per loro è reale.

Parallelamente ho visto che bisogna coinvolgere maggiormente questi ragazzi, e renderli consapevoli che un approccio semplicistico al risparmio e agli investimenti è un boomerang.

Sia che si stia parlando di investimenti finanziari, sia che si stia parlando di immobili.

Avere fatto comunicare genitori e figli, aver fatto riconoscere le rispettive prospettive ci ha fatto trovare soluzioni altrimenti impensabili, e il risultato è stato incredibile.

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